Biocarburanti e mangimi suini, quali novità?
Importante convegno di Sipas all'interno della Rassegna Suinicola Internazionale
Si è parlato prevalentemente dei biocarburanti e delle loro derivazioni alimentari utilizzabili in suinicoltura nella giornata di studi promossa dalla Sipas (Società italiana di patologia ed allevamento dei suini) sabato 18 aprile nell'ambito della 50esima edizione della Rassegna Suinicola Internazionale alle Fiere di Reggio.
Un appuntamento particolarmente interessante, che ha permesso finalmente di fare luce su un argomento molto chiacchierato che presenta importanti riflessi in suinicoltura.
Ad illustrare i processi che permettono di generare biocarburanti, ossia carburanti di origine naturale – estratti da cereali, mais, frumento ed altri vegetali – è stato Mafred Peisker, Technical Manager di ADM (una delle Società multinazionali più impegnate a livello mondiale nel business dei biocarburanti). Nel suo intervento, Peisker ha sottolineato molti aspetti connaturati alla produzione di biocarburanti, tra cui le implicazioni normative, economiche e – non da ultimo – le derivazioni utilizzabili nell'alimentazione degli animali, come Glicerolo e Ddgs. “Si distinguono – ha affermato il professionista tedesco – due tipi di biocarburanti, quelli di prima e quelli di seconda generazione. I primi vengono ricavati solo dai chicchi o dai semi delle piante, i secondi sfruttano tutta la pianta e per questo garantiscono una resa decisamente superiore”.
Attualmente, i biocarburanti utilizzati sono solo quelli di prima generazione: biodiesel, bioetanolo e biogas dovranno diventare – secondo una normativa europea – il 25% dell'utilizzo generale di carburanti per trasporto su strada entro il 2030. Un obiettivo ambizioso, secondo Peisker, che porta con sé alcuni interrogativi a cui è necessario dare risposte concrete. “Per ottenere certi risultati – ha dichiarato Peisker – servono anche interventi politici in grado di sostenere il settore, soprattutto in materia fiscale. Inoltre, è importante chiedersi quanto in realtà i biocarburanti permettano di ridurre la dispersione di anidride carbonica e quindi essere rispettosi dell'ambiente”. Non è mancata poi un'annotazione di carattere economico. “Anche la convenienza è un fattore da valutare. Molte aziende, soprattutto in America del Nord e in America Latina, sono fallite a causa dell'impennata dei prezzi delle materie prime. Non è infatti automatico che più cresce il prezzo del petrolio più è conveniente investire sui biocarburanti, se all'impennata del prezzo del greggio corrisponde anche un aumento del costo delle materie prime di origine vegetale o animale”.
Peisker si è poi soffermato su due importanti derivati dei biocarburanti utilizzati per l'alimentazione animale, come glicerolo e Ddgs, sottolineando come un utilizzo bilanciato di tali composti comporti un vantaggio energetico ed economico nella composizione della dieta di diversi tipi di animali.
Concetti, questi, ripresi anche da Giuseppe Baricco, veterinario torinese con grande esperienza in suinicoltura. Baricco ha in particolare voluto porre dei quesiti sulla bontà dell'utilizzo di questi coprodotti dei bio-carburanti, sottolineando l'esigenza di una maggiore standardizzazione dei loro contributi alla dieta suina. “I biocarburanti di prima generazione – ha esordito provocatoriamente Baricco – sottraggono risorse e concorrono economicamente con l'alimentazione, sia umana che animale”. Prima di passare a disquisire sulle reali potenzialità di Ddgs, Glicerolo e farina di colza nella dieta suina. “Per quanto riguarda i Ddgs – ha detto – manca completamente una standardizzazione nella loro produzione, il che non aiuta nel valutare la loro qualità. L'unico criterio universalmente accettato è il colore del prodotto”. In estrema sintesi, i Ddgs più sono chiari più sono di qualità. Per quanto riguarda il glicerolo, Baricco ha invece ammesso: “Con un adeguato bilanciamento, il suo utilizzo fino al 10% della dieta suina è sicuramente positivo. Soprattutto nella fase di finissaggio, ossia oltre i 120Kg, i risultati energetici con l'utilizzo del glicerolo sono ottimi. Inoltre – ha poi proseguito – il glicerolo è liquido e quindi si può utilizzare anche direttamente in allevamento e non solo in mangimificio”. Meno nuova la farina di colza, di cui Baricco ha lodato le proprietà e difeso un “moderato incremento del suo utilizzo”.
Ultimo intervento della giornata di studi, quello del professore Carlo Corino del dipartimento di scienze e tecnologie veterinarie per la sicurezza alimentare dell'università degli studi di Milano. “La visione moderna della nutrizione lipidica del suino” il titolo del suo intervento, che ha permesso di fare il punto sulla produzione energetica della nutrizione lipidica nonché sugli effetti fisiologici di tale sistema. Particolarmente interessanti le analisi sugli acidi grassi a corta e media catena e sull'Omega 3.
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