Una scelta da sostenere
La commissione unica allevatori-macellatori
al centro del convegno promosso da Anas
Lo stato dei lavori della commissione unica per la determinazione dei prezzi dei prodotti suinicoli, ma anche la situazione di crisi finanziaria e produttiva che ha colpito il settore negli ultimi mesi e le prospettive di intervento sono stati al centro di una tavola rotonda organizzata, nel pomeriggio di venerdì 17 aprile, da Anas all'interno della 50esima edizione della Rassegna Suinicola internazionale, in programma in questi giorni alle Fiere di Reggio Emilia.
Dopo i saluti introduttivi del presidente di Anas Giandomenico Gusmaroli, ha aperto la fase degli interventi Riccardo Deserti, dirigente del ministero delle politiche agricole, che ha ricordato l'impegno del ministero nel difendere il valore complessivo della filiera, con l'obiettivo di tutelare gli interessi di tutti i protagonisti del tavolo unico. “Il ruolo del ministero – ha dichiarato Deserti – non è quello di imporre o decidere in modo autoritario, ma quello di ascoltare i problemi di tutti per realizzare gli obiettivi di filiera in totale trasparenza”.
Il giro degli interventi è proseguito con le poche ma incisive battute di Silvano Menozzi, presidente di Unapros (Unione nazionale tra le organizzazioni suinicole), che ha ribadito il valore del tavolo unico per avere riferimenti di mercato precisi in un momento non certo facile per il settore nel suo complesso. “Le regole ci sono – ha detto – e il tavolo unico è uno strumento ideale per farle rispettare”. Di natura decisamente più accesa le affermazioni di Umberto Borelli della Cia, che ha ribadito la necessità di difendere gli interessi degli allevatori al di là delle facili promesse. “La crisi della suinicoltura non è certo temporanea – ha ammonito Borelli - ma strategica. Per questo non possiamo più accettare dal ministero operazioni di immagine che non portano a nulla di concreto. Tempo fa si era discusso di una convenzione con le banche, ma da allora le cose sono peggiorate, così come dai tempi in cui era ministro Alemanno si discute di piani strategici di settore mai attuati nella realtà. E ancora, nella passata legislatura era stato approntato un progetto per la riduzione dei costi delle imprese, un progetto che forse sarebbe il caso – al di là delle convinzioni politiche – di riprendere in mano”. Ha poi preso la parola Marino Zani della Coldiretti reggiana, che ha ricordato come “oggi si produce a costi italiani e si vende a costi globali”. Una situazione che ha prodotto, secondo Zani, una sofferenza dell'intero settore. “Gli allevatori sono in crisi perché hanno perso potere contrattuale, dobbiamo avere il coraggio di cambiare rotta. Un passo importante è stato fatto con l'istituzione del Gran Suino Padano, intervento che invito a sostenere, ma serve anche altro”. Zani ha poi sottolineato l'importanza della commissione unica allevatori-macellatori di Reggio Emilia. “Finora la commissione non ha dato i risultati sperati – ha esordito – e questo danneggia prevalentemente gli allevatori. Io credo che i lavori della commissione vadano rispettati perché permettono da una parte agli allevatori di avere potere contrattuale, mentre dall'altra garantiscono la trasparenza nelle operazioni commerciali e la qualità del prodotto”. Il giro di interventi è stato concluso da Paolo Biasucci della Confagricoltura nazionale, che ha ribadito il valore della commissione. “La fase del rodaggio è finita – ha affermato –, da oggi è necessario dare di più, produrre risultati più concreti. È una scommessa che abbiamo il dovere di portare fino in fondo”.
A riprendere le fila del discorso, stabilendo tempi e modi nei quali opererà la commissione è stato, ancora una volta, il dirigente ministeriale Riccardo Deserti. “La commissione ha lavorato in questi mesi per arrivare a dare un bollettino separato tra prezzi dei prodotti Dop e non Dop – ha riassunto Deserti – e grazie all'uguale rappresentanza tra allevatori e macellatori siamo in dirittura d'arrivo. Entro il mese di maggio prevediamo di poter dare riscontri concreti sia per quanto riguarda il settore dei suini pesanti sia per quello dei suinetti”. Una dichiarazione d'intenti, dunque, a cui è seguita una proposta programmatica di intervento finanziario. “Oggi non ci sono più risorse per intervenire a pioggia a risolvere crisi finanziarie – ha ammesso – ma è preferibile convogliare le risorse disponibili sui piani strategici di settore, ossia per incentivare qualità, controlli, trasparenza ed etichettature. Spingeremo anche in questo senso per aggregare l'offerta commerciale degli allevatori e rendere più efficiente la loro attività”.
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